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01 Integrare i social network
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(Note: an English version - not just a translation - of this article will be available on my blog by the end of the week; the target of the Italian version is an Italian audience within an Italian cultural/legal framework: therefore, some of the ideas might not be applicable in a different culture; the English version will include a cultural analysis) (Update 2012-01-22: English version)

Come scritto nella (nuova : 2012-01-16) pagina di benvenuto, lo scopo di questo sito è di informare, non necessariamente formare.

Ovvero: fornire informazioni e consigli che ritengo possano essere utili, e lasciar poi che sia chi legge a scegliere che uso farne.

Per abitudine, nel dar consigli differenzio nettamente tra le mie personali opinioni, esperienze mie o di altri (da me osservate direttamente), ed informazioni teoriche o di "terza mano".

Inclusi anche gli studi accademici: ho letto, studiato, visto abbastanza per sapere che pur nascoste dietro i formalismi della "torre d'avorio" d'appartenenza, anche gli accademici spesso esprimono delle preferenze, una visione selettiva della realtà, anche se pochi rivelano i criteri di selezione che applicano).

In questo caso, ciò che condividerò in questo articolo deriva dalle mie attività online ed offline nel settore non-profit e per iniziative in attività culturali, oltre che in supporto a startup.

Questo articolo era stato annunciato come "breve"- ma, in effetti, è più una introduzione ai concetti di base, e la condivisione di alcuni spunti di riflessione, che un articolo che copra l'argomento dalla A alla Z.

La ragione per questo articolo? Nel corso dell'ultimo decennio, in più di una occasione mi è stato chiesto di aiutare ad impostare o commentare attività online.

Nell'attuale situazione economica, in Italia sembra abbastanza comune andare su Facebook- anche se spesso in ordine sparso, e non tanto per comunicare, quanto per condividere la propria frustrazione.

Piccolo test: se vi capita spesso di usare la parola "mai" o "per sempre" riferita a relazioni od azioni future, fate attenzione prima di scrivere, poichè è probabile che avrete la tentazione (o l'abitudine) di scrivere sopra le righe o "urlare" online- e chi urla, di solito non è in grado nè di ascoltare, nè (in quel momento) di ragionare, ma solo di enunciare.

La cacofonia su Facebook mi fa pensare che stiamo sempre cercando qualcuno che ci salvi da noi stessi- pronti poi a disconoscerlo non appena i nostri interessi siano toccati o (ancor più grave, per noi italiani) non siano toccati gli interessi dei nostri "nemici" (del momento- che possono anche essere gli amici del giorno prima).

Virgolettato, perchè amici/nemici è un concetto fluido, in Italia.

Una prima avvertenza: proprio per la "fluidità" delle nostre relazioni, spesso noi italiani tendiamo a drammatizzare le dichiarazioni (tanto che, nel mio caso, ho perso il conto di quante volte mi han detto in una forma o nell'altra che non ero italiano).

Ma mentre tradizionalmente noi "passiamo oltre", purtroppo ogni cosa che viene pubblicata online deve essere considerata permanente- una traccia del nostro stato d'animo nel momento in cui la abbiamo scritta.

Nell'attesa di un'evoluzione del costume che individui una convergenza tra la nostra inclinazione tragica e le tecnologie, conviene quindi che consideriate qualunque cosa vi venga in mente di scrivere tramite sistemi elettronici (dagli SMS a Facebook e Twitter, per citare i più comuni) come equivalente all'invio di una lettera ad una bacheca che chiunque può leggere se e quando vuole (ed anche se e quando meno lo vorremmo).

Con buona pace della normativa sulla privacy e dei vari auto-eletti paladini dei consumatori, è tecnicamente impossibile garantire di aver rimosso qualcosa, una volta pubblicato, poichè nulla vieta che chi lo ha letto lo abbia copiato, trascritto, fotografato.

Dubito che avrebbe molto sostegno popolare una legge che dicesse che, se l'autore decide di rimuovere qualcosa, tutti coloro che hanno avuto accesso alle informazioni devono essere contattati dal gestore del servizio per appurare che abbiano cancellato ogni copia, e rimosso dalla propria memoria quanto letto!

Ma prima di passare ai suggerimenti, una versione estesa del test precedente, con l'obiettivo di aiutarvi a capire cosa volete (e potete) fare.

Il test deriva dalle domande che di solito chiedo alle startup prima di ragionare su come aiutarle (troppi sono facili ad iniziali entusiasmi, ma non necessariamente pronti a tirarsi su le maniche).