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02 Cenni per una bibliografia ragionata E-mail
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02 Cenni per una bibliografia ragionata
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(Note: an English version - not just a translation - of this article will be available on my blog by the end of the week; the target of the Italian version is an Italian audience within an Italian cultural/legal framework: therefore, some of the ideas might not be applicable in a different culture; the English version will include a cultural analysis) (Update 2012-02-21: Expanded English version)

Come scritto nella (nuova : 2012-01-16) pagina di benvenuto, lo scopo di questo sito è di informare, non necessariamente formare.

Ovvero: fornire informazioni e consigli che ritengo possano essere utili, e lasciar poi che sia chi legge a scegliere che uso farne.

Se avete letto l'articolo precedente (in italiano oppure in inglese), sapete che questa serie serve a condividere alcuni strumenti operativi nella comunicazione diretta a promuovere un'iniziativa, idea, o, perchè no, alcuni tipi di prodotto.

Ma anche se qualunque strumento possiede delle caratteristiche intrinseche, è il suo inserimento in uno specifico contesto di utilizzo che lo rende utile o inutile.

Potrebbe sembrare una ovvietà, anche se forse tale non è, visto che ho avuto modo di osservare come spesso l'utilizzo di un particolare "canale" di comunicazione sia legato più alla sua disponibilità o attrattività per chi lo propone, che per reale necessità.

Prima di "filosofeggiare", un breve esempio: credo che si sia tutti d'accordo che acquistare un frigorifero senza avere la fonte di energia (elettricità, ecc) che serve a farlo funzionare non è un saggio investimento.

Lo stesso vale nel tipo di comunicazione di cui tratterò nelle prossime pagine.

Se rileggete il primo paragrafo, parlavo di "alcuni tipi di prodotto".

Premetto: il mio punto di vista in questo articolo è viziato da una prospettiva distorta, prospettiva che sia nelle attività "politiche" che in quelle B2C (da organizzazione a singolo individuo/consumatore), o in quelle B2B (tra organizzazioni) è quella di chi vuole comunicare rispetto ad un "prodotto" ad alto contenuto di conoscenza.

Ovvero: sono tradizionalmente più orientato verso lo stabilire una relazione potenzialmente di lungo termine ed agevolare il cliente (sia commerciale/consumatore che non-profit) nell'avere un'esperienza di collaborazione positiva, che diretto a far creare bisogni inesistenti.

Ma forse è utile illustrare brevemente "perchè" ho scelto i testi che discuterò nel seguito.